lunedì 24 dicembre 2012

Frohes Fest

Mission Christmas Shopping: done (or at least most of it)!

A Monaco il Natale inizia a sentirsi già dopo l'Oktoberfest: tempo un paio di settimane, giusto il tempo di smaltire i litri di birra tracannati senza ritegno, si entra nel Weihnachtsstimmung, nello spirito natalizio.

Per me il periodo natalizio a Monaco significa mercatini di Natale. I miei preferiti sono quelli di Wittelsbacherplatz (U3/U6 Odeonsplatz), il Mittelaltermarkt, dove si beve il Glühwein e il Feuerzangenbowle in tazze di terracotta e ci sono i figuranti vestiti come nel medioevo.

Per me il periodo natalizio a Monaco è uscire il sabato o la domenica pomeriggio e andare a bere un Glühwein con gli amici, farsi largo in mezzo alla folla di gente sulla Neuhauserstraße, ammirare le vetrine natalizie di Galerie Kaufhof con i pupazzi che si muovono, mangiare tante, tantissime mandorle caramellate o gli heiße Maroni (che tutte le volte che leggo la scritta sulle casette mi scappa una risatina che i miei amici tedeschi non comprendono).

Per me il periodo natalizio a Monaco è andare la sera a Tollwood, anche con -10 gradi, mangiare un mega-hamburger (rigorosamente bio) e i Waffel con lo l'Apfelmus e la cannella. Il Glühwein no, che quello bio sinceramente fa schifo...

Per me il periodo natalizio a Monaco è una scusa per mangiare tutta la cioccolata che voglio (perchè è freddo e il mio corpo ha bisogno di zuccheri per carburare!), andare al Milka Welt nella Schrannenhalle a comprare la cioccolata ripiena di Oreo o marzapane oppure nelle varie Bäkereien a comprare i Lebkuchen.

Per me il periodo natalizio a Monaco è organizzare una cena con i miei coinquilini, scambiarsi dei regali a caso ed essere fortunata a non beccare il regalo più trash (perchè c'è sempre un regalo trash). Poi bere del Glühwein fatto in casa che è il triplo più forte di quello che si trova ai mercatini. E stare irrimediabilmente male tutto il giorno successivo...

Per me il periodo natalizio a Monaco è camminare in mezzo alla neve, ammirare i fiocchi candidi che scendono dal cielo. Poi tornare a casa e bere una bella cioccolata calda!

Il blog se ne starà in vacanza in Italia fino a gennaio.  Auguro a tutti un buon Natale e un felice 2013! :-)

giovedì 20 dicembre 2012

Uomini tedeschi: istruzioni per l'uso

ATTENZIONE: post ad elevata concentrazione di ironia.


Männerherzen

Premessa: la mia vita non è Sex & City, io non sono Carrie Bradshow e non mi dò alla pazza gioia con qualsiasi essere di sesso maschile che mi capita di incontrare.

Dopo le mie (dis)avventure col cassiere del supermercato, Hans e (quell'idiota di) Egbert ho iniziato a familiarizzare con la fauna maschile tedesca, e sono giunta ad alcune conclusioni:

1. Gli uomini tedeschi sono galanti

Gli uomini tedeschi sono dei veri gentlemen quando vogliono: vi aprono le porte, fanno passare prima le signore, si fanno spazio al posto vostro al bar e vi offrono da bere, vi difendono da ubriachi pseudo-molesti, vi fanno ballare un lento, vi portano allo stadio a guardare il Bayern, vi accompagnano fino al binario della metro e aspettano che voi siate salite prima di andare via, dividono un pollo arrosto con voi e se non c'è posto a sedere fanno in modo di trovarlo. Insomma, vi coccolano, vi circondano di attenzioni, perchè "io sono un uomo e si fa così" (perla di saggezza di Hans). Tutto ciò senza la tipica marpionaggine che uno si aspetterebbe da un uomo, poi è ovvio che il livello di carinerie è proporzionale all'interesse nella gentile donzella.

2. Gli uomini tedeschi sono timidi

Se vi aspettate che un tedesco vi chieda di uscire passeranno come minimo tre settimane affinché loro elaborino i loro sentimenti, controllino la loro agenda e si decidano a fare qualcosa, perché "non vorrei disturbarti, magari hai da fare". Beh, se non mi "disturbi" non lo saprai mai. Se chiedete a un tedesco di andare a prendere un caffè insieme già pensa a qualcosa di compromettente e fa il titubante, o dice che deve lavorare (come se lavorasse solo lui). Se poi a qualcuno venisse mai in mente di invitare un tedesco a cena a casa perchè quel weekend si è deciso di cucinare italiano con gli amici/coinquilini, lo si mette nell'imbarazzo totale, neanche gli fosse stata fatta una proposta di matrimonio.

3. Gli uomini tedeschi sono lenti e devono programmare tutto

Lenti nell'agire e nel capire. Non importa quanti messaggi subliminali gli mandiate: un tedesco è pur sempre un tedesco e si deve organizzare, fare un piano, e pianificare tutto richiede tempo. Così capita che prima abbiano una voglia matta di vedervi e poi prendano tempo. Se gli si chiede di uscire bisogna farlo almeno con una settimana di anticipo. Ci vediamo per un caffè domani? - No, domani non posso, devo fare le trecce al gatto soriano della vicina di casa di mia nonna. Andiamo a farci un giro ai mercatini di Natale questo weekend? - Mi dispiace, devo testare la nuova macchinetta per rasare i peli del naso, ne avrò per tutto il weekend. La mia preferita però è: Non esco la domenica sera perchè lunedì mattina poi devo lavorare. Si, bravo, fai lo stacanovista. Io ho deciso che il lunedì non vado a lavorare ma di rimango a casa a dormire per recuperare il sonno perso uscendo domenica sera.

4. Gli uomini tedeschi non fanno mai la prima mossa

Non la fanno mai. MAI. Troppo timidi o troppo spaventati per un possibile rifiuto che possa marchiarli a fuoco per la vita. Se cerchi di "metterli alle strette" in una di quelle situazioni in cui sono praticamente costretti a rivelare (almeno in parte) i loro sentimenti, loro spariscono. È come giocare alla caccia al cervo: non si sa mai come fare per avvicinarli senza che scappino via a gambe levate. La causa di questa insicurezza siamo noi donne, o sarebbe meglio dire le "loro" donne, le tedesche, che ormai hanno preso il posto del maschi alfa e sono loro quelle che "portano i pantaloni". Hanno plasmato mentalmente i loro uomini, e hanno un vantaggio rispetto a noi donne straniere: loro hanno le istruzioni per l'uso, noi no. Mannaggia a loro...

5. Gli uomini tedeschi sono romantici con la corazza

Di belle coppie in giro ce ne sono, che si tengono per mano, che si scambiano effusioni (in pubblico!!!), che si guardano negli occhi e si sorridono con complicità... Forse sotto quella corazza di ghiaccio nascondono dei sentimenti, bisogna solo dargli una svegliata come con il Grinch. O fargli bere una o due birre per dargli modo di sciogliersi un po'...

Dopotutto, gli uomini sono tutti uguali...

martedì 4 dicembre 2012

Casa dolce casa II

Not sure it will last 'til breakfast tomorrow...

Ebbene si, sono riuscita a sopravvivere quella lotta infame di uomo-mangia-uomo che è la ricerca di una stanza a Monaco.

Ho trovato la mia nuova casa. Sono a uno sputo dal centro e ho le scale della metro dietro l'angolo. Pago meno di prima e oltre ad avere un'equipaggiamento di elettrodomestici notevole (cucina nuova, forno multifunzione, lavatrice e addirittura l'asciugatrice!) ho pure la Putzfrau inclusa nell'affitto. Abito con altri 4 tedeschi e l'atmosfera è semplicemente fantastica: posso riassumerla come "Casa", con la C maiuscola.

Proprio un bel cambiamento rispetto al vecchio WG: dalle stalle alle stelle. Dopo tutta la m***a che mi è piovuta addosso direi che un briciolo di normalità me la sono meritata.

Da quando ho traslocato le cose stanno andando pian piano al loro posto: riesco finalmente a dormire tranquilla, non vengo svegliata da porte che sbattono, non devo inorridire alla vista del bagno e c'è sempre qualcuno che mi dice buongiorno, che mi sorride e mi augura buona giornata. Quando torno dal lavoro e dico "sono a casa" c'è sempre qualcuno che mi dice "bentornata!" e mi chiede com'è andata la mia giornata. Non sono più costretta a cenare in esilio in camera ma cucino e mangio in compagnia. Le porte sono sempre aperte e si ha voglia di stare insieme e condividere.

Essere italiana non è più un handicap, anzi, un valore aggiunto. Io e i miei nuovi compagni di avventure abbiamo passioni in comune, come cucinare e fare la maglia (si, fare la maglia! mica è una cosa solo da nonne...), e già facciamo dei programmi insieme.

Per arruffianarmi un po' i miei coinquilini ho preparato una bella torta al cioccolato: il gesto è stato così apprezzato che la metà ce la siamo fatta fuori fra una chiacchiera e l'altra davanti a un bicchiere di vino.

Ho finalmente ricominciato a condurre una vita normale.

La perfida Julia si è fatta di nuovo viva, via messaggio, con la sua domanda di rito: "Hast du ne Wohnung gefunden", così, senza punteggiatura. Messaggio ignorato. Non abbiamo più niente da dirci. Auf (nie)wiedersehen!

mercoledì 28 novembre 2012

La guerra della carta igienica - Parte II


da "One sure sign that your roommate situation isn't working out?"
su PassiveAggressiveNotes.com

Ebbene si... c'è un seguito alla disputa della carta igienica. All'annosa questione si è pure aggiunta la disputa sulla cauzione. Ma procediamo con ordine.

Dopo l'educato scambio di opinioni con Egbert e Julia, durante il quale lui mi ha dato l'ennesima prova della sua stupidità dicendomi che non vede l'ora che sia fine mese per non vedermi più (sapessi io...) con la perfida Julia che ha assistito alla scena sghignazzando, è stato come abitare in un WG con dei fantasmi: per due settimane non ho visto nessuno ma ho sentito musica a tutto volume, risate da gallina, porte chiuse con una tale delicatezza da far tremare il pavimento a tutte le ore del giorno e della notte, piatti sporchi in cucina... e naturalmente niente carta igienica nel bagno.

Eh no. Non di nuovo. Stavolta non ho fatto la crocerossina e non mi sono offerta volontaria per le compere. Ognuno per se, dio per tutti. Zweck-WG fino in fondo. Naturalmente nessuno si è fatto avanti e il rotolo vuoto della carta igienica è rimasto là, solo soletto, ignorato da tutti. Anche il piano delle pulizie è stato ignorato da tutti tranne che dalla sottoscritta.

Dopo una settimana di menefreghismo generale, sono comparsi due fogli stampati a caratteri cubitali che esortavano i cari Untermieter a rispettare il piano delle pulizie, a versare l'obolo di 2 euro per l'acquisto di generi di prima necessità e a condurre a una civile convivenza fino alla fine del mese. Mr-so-tutto-io ci ha provato, ma senza risultati.

Dall'alto della sua presunzione, Mr-so-tutto-io ha ben pensato di promettere i MIEI mobili all'ignara ragazza che prenderà il mio posto nel WG. Peccato che io avessi già venduto l'armadio al mio nuovo coinquilino. Apriti cielo. Mr-so-tutto-io se l'è presa per essere stato battuto sul tempo e ha iniziato le sue tattiche per spaventarmi e convincermi a lasciare i miei mobili a lui. All'inizio erano velate allusioni, poi è passato alle minacce: ti scalo i soldi dalla cauzione.

martedì 13 novembre 2012

Io, l 'italiana


da Come mantenere la propria "italianità" in Danimarca


Da quando sono qui in Germania sto avendo delle crisi di identità riguardo al mio essere italiana.

Quando ero in Italia non mi sentivo italiana. I miei amici mi hanno sempre dato della tedesca perché io sono una di quelle persone maniache del controllo, che hanno sempre un piano per tutto e, che il cielo mi perdoni, rispetta sempre le regole.

Quando ero in Erasmus essere italiana voleva dire essere quella che sa cucinare solo perché in grado di cuocere la pasta del discount senza farla scuocere, quella che si veste bene perché viene dal paese di Armani e Valentino, quella che parla una lingua melodiosa, quella casinista sempre pronta a invitare gente a casa e fare festa...

Ora che sono a Monaco sono l'italiana che pensa sempre e solo a cucinare perché la sera invece di scongelarmi una pizza nel forno mi permetto di farmi una bruschetta o un'innocente frittata, sono quella che non sa il tedesco solo perché il mio orecchio ancora non riesce a distinguere l'Hochdeutsch dal dialetto, sono quella strana che vuole sempre fare qualcosa insieme, sono quella che non capisce.

Ho scoperto di essere più italiana di quello che pensavo.

lunedì 29 ottobre 2012

Primi fiocchi di neve

My backyard this morning... winter has already come to Munich!

E' arrivato l'inverno. Un pochino in anticipo.

Fino alla settimana scorsa c'era un sole che sembrava quasi estate (per quanto un'estate tedesca).

E' iniziato subdolamente sabato con piccoli, bianchi granellini di ghiaccio/neve. Poi domenica mattina mi alzo e, dalla finestra della cucina vedo questo.

Cielo bianco, fiocchi bianchi che cadono. Ah, ci armeremo di berretti, sciarpe e guanti e affronteremo pure questo. Meno male che non è il mio primo inverno in Germania: durante l'Erasmus a Jena sono sopravvissuta alla grande anche con -16 gradi.

I negozi hanno già iniziato la loro campagna natalizia. A guardare le pubblicità in metro o a passare davanti alle vetrine mi viene una voglia matta di entrare e comprare tutto. Non sono una grande fan del Natale, ma quest'anno mi sento un po' meno Grinch del solito. Sarà la neve, sarà vedere tutto bianco. Sarà che gli scaffali dei supermercati si sono riempiti di ogni genere di prelibatezza ipercalorica...

E' già tempo di Glühwein e Lebkuchen!!! :-D

martedì 23 ottobre 2012

Cara Ministra

Fonte: Choosy sarai tu


Cara Ministra Fornero,

oggi su facebook ho letto vari commenti indignati dei miei amici per un'affermazione che lei hai fatto su noi giovani italiani: "non siate choosy". Bene, oltre ad averci dato dei bamboccioni ora ci viene detto che facciamo pure gli schizzinosi quando si tratta di cercare lavoro.

Cara Ministra, grazie al cielo certe cose le vengo a sapere dai miei amici su Facebook e mi posso così evitare tutta la spazzatura mediatica di tv e giornali, dal momento che non risiedo più nel Belpaese ma sono emigrata oltralpe in cerca di una vita migliore e soprattutto di un lavoro. Per fortuna, aggiungerei.

Ora le racconto un piccolo aneddoto, cara Ministra, poi riparliamo dell'essere choosy.

La guerra della carta igienica


Fonte: Toilet Paper Meme su deviantART
Per farvi un'idea di come sia messo male lo Stimmung, l'atmosfera generale del mio WG, non c'è metafora migliore della carta igienica.

Siamo diventati uno Zweck-WG anche sul lato pulizia e beni comuni. C'è chi viene da me e si lamenta perchè è tutto sporco, quando l'unica cosa sporca è la sua coscienza perchè lei/lui non ha pulito quando era il suo turno la settimana prima. C'è chi da ben due mesi non tocca una spugna con la scusa che si è fatto male alla mano (manco dovesse maneggiare un martello pneumatico...) e si giustifica con un "Es ist mir egal", cioè "non me ne può fregar di meno", però la crocetta sulla tabella per dire che il suo dovere l'ha fatto la mette lo stesso, per sport. E allora va a finire che spesso e malvolentieri io abbia fatto anche il lavoro degli altri e abbia ripulito tutto da cima a fondo, senza neppure un "grazie che ti sei fatto il mazzo per noi".

La mia coinquilina, la perfida Julia, mi ha degnato inaspettatamente della sua attenzione scrivendomi un sms  in cui mi chiedeva in tono perentorio spiegazioni sulla mancata presenza della carta igienica in bagno (??!!).

domenica 21 ottobre 2012

Oktoberfest

Only 5 minutes here at the Wiesn and already received 2 liter beer as present from two nice guys from Holland. Love Oktoberfest atmosphere!


Questo post arriva un po' in ritardo causa immensa mole di lavoro e pochissimo tempo per mettere insieme un post decente... ma meglio tardi che mai!

Dicevo... Oktoberfest! Chi non lo conosce? Non è forse la festa più famosa del mondo?

Qui a Monaco è LA festa. L'atmosfera che si respira a Monaco durante le 3 settimane di bagordi è a dir poco speciale. Tutto ebbe inizio nel lontano 1810, quando il principe di Baviera Ludwig I. prese in sposa la principessa Therese Charlotte Luise von Sachsen-Hildburghausen e per festeggiare fece organizzare una corsa di cavalli in quello che una volta era un grande prato fuori dalla cinta muraria della città, il Wiesn, ribattezzato poi Theresienwiese in onore della sposa, e alla quale fu invitato tutto il popolo. Negli anni successivi la tradizione della Festa d'Ottobre venne ripetuta, finchè fecero la loro apparizione le tende delle 6 birrerie autorizzate, il luna park e tutto il resto.

E ora, dopo questa breve introduzione storica, arriva l'angolo delle curiosità e delle statistiche dell'edizione 2012!

lunedì 8 ottobre 2012

Lo Zweck-WG

La mia vita in WG è diventata un intrico di situazioni incredibili e per certi versi paradossali che mi ricorda un po' Beautiful.

Tutto iniziò il giorno che Miss-occhioni-blu mise piede nell'appartamento. O forse dovrei dire dal giorno prima, quando mi ha telefonata in Italia perchè aveva disperatamente bisogno del mio aiuto e mi ha tenuta per 40 minuti incollata al ricevitore ad ascoltare le assurdità che le sono successe, tipo arrivare nell'appartamento, trovare la sua camera chiusa a chiave, aprire la porta con un passepartout e trovarci dentro il deposito personale di Mr-so-tutto-io che si è portato giustamente tutte le chiavi con sé in vacanza. Come in ogni film drammatico, non poteva mancare la richiesta di aiuto della povera piccola indifesa: "Non so cosa fare, sono disperata, ti prego torna subito ho bisogno di te!!!".

Di ritorno a Monaco incontro l'intera famiglia di Miss-occhioni-blu che mi supplica di aiutare la povera figliola indifesa, perchè "si vede che sei una persona responsabile di cui ci si può fidare". Il tutto condito da complimenti vari e l'invito ad andare a trovarli i weekend, perché ormai mi considerano quasi una di famiglia. Quante belle parole, tutte così ben infiocchettate!

Il giorno dopo si è svolta la scena madre, il dramma nella sua forma più alta: lei che litiga con Mr-so-tutto-io e io che la trovo in camera sua a terra, tremante, scossa dai singhiozzi, con il trucco sbavato e gli occhioni pieni di lascrime, che mi dice "Lui è pazzo, io ho paura!!!".

Avrei dovuto lasciata lì a sbrigare da sola le sue cose, invece io sono una pura di cuore e l'ho aiutata, le sono stata vicina. Lei ha contraccambiato stravolgendo le cose per il suo vantaggio personale, fingendosi mia amica e rovinando quel piccolo sentimento che c'era trame ed Egbert. Lei, la subdola, ha iniziato la sua manovra offensiva, in tutti i sensi, contro di me: all'inizio erano battutine all'apparenza innocenti sulla mia "italianicità" e sulla mia padronanza della lingua tedesca, poi pian piano sono diventata "l'italiana che pensa sempre e solo a cucinare", quella che non capisce il tedesco e bisogna sempre ripeterle le cose mille volte, quella strana che vuole sempre fare qualcosa insieme. Infine ha smesso di intrattenere dei civili rapporti con me, degnandomi della stessa considerazione che viene riservata a Mr-so-tutto-io.

E fu così che il WG si trasformò in uno Zweck-WG, cioè in un appartamento in cui 4 persone convivono per il semplice motivo di dividere i costi, senza avere rapporti interpersonali. Una cosa che credo esista solo qui in Germania.

venerdì 14 settembre 2012

Uomini 2

A te, che non te lo meriti, ho scritto questo post, ma tu neanche lo capirai perché non sai una parola di italiano.

Tu che il primo giorno ti sei fermato a chiacchierare con me per un'ora quando avevi una fretta pazzesca.

Tu, che ti ho aiutato a portare su un armadio fino al quarto piano senza ascensore perché ti eri azzoppato giocando a calcio e avevi bisogno di una mano, e io quasi mi sono presa il colpo della strega.

Tu, che hai guardato la semifinale degli Europei di calcio con me e mi hai preso in giro fino alla morte con la storia de "italiani mangiaspaghetti" e invece ti sei ammutolito già alla fine del primo tempo, ma io non ho infierito perché ti vedevo già rosicare abbastanza, muto davanti a quel televisore.

Tu, che ti ho portato con me a un evento VIP solo su invito, e per ringraziarmi mi hai portato a Schwabing a bere qualcosa insieme.

Tu, che mi chiamavi "italiana atipica" perché non mi piacciono i pomodori, non posso mangiare il formaggio e non sono per niente abbronzata.

Tu, che mi hai fatto scarpinare per mezzo centro storico sulle mie scarpe tacco 12 (che avevo messo per fare la schiki-micki) per andare in una discoteca a tuo giudizio stupenda, sotto la pioggia, e poi rimanere fuori.

Tu, che mi dicevi sempre quanto erano belli i miei occhi quando non capivo una parola di quello che stavi dicendo e ti chiedevo "wie bitte?".

Tu, che un giorno per colazione mi hai fatto trovare una fetta di dolce alle prugne fatto da tua mamma e portato a Monaco solo per me.

Tu, che quando sono tornata da un viaggio di lavoro mi hai fatto trovare le rose sul tavolo della cucina.

Tu, che quando ti ho detto che non sapevo cosa fosse l'Hugo il giorno dopo hai comprato una bottiglia per farmelo assaggiare.

Tu, che mi hai invitato a guardare tanti film con te, solo per poter stare un pò con me e chiacchierare senza che l'insopportabile coinquilino si mettesse in mezzo.

Tu, che hai sempre fatto il cavaliere quando siamo usciti.

Tu, che quando sono tornata dall'Italia mi hai fatto tante domande solo per sapere se avevo rimorchiato al matrimonio di mia cugina.

Tu, che il giorno del tuo compleanno, per farti una sorpresa, ti ho preparato una teglia di tiramisù, perché so che è il tuo dolce preferito.

Tu, che mi mandavi i messaggini della buonanotte, anche se me l'avevi già detto di persona 5 minuti prima.

Tu, che trovavi stupide scuse per poter stare ancora un pò di tempo con me.

Tu, che hai sempre fatto un passo avanti e uno indietro, e non mi hai fatto mai capire cosa provavi per me.

Tu, che ti sono venuto a prendere alla fermata della metro alle 10 di sera sotto il diluvio universale perché avevi dimenticato l'ombrello a casa.

Tu, che mi aspettavi sempre in cucina quando tornavo dal lavoro e mi hai fatto compagnia mentre cenavo.

Tu, che hai voluto di più, l'hai ottenuto e sei sparito.

Tu, che quando sono tornata dalle ferie non sei più lo stesso.

Tu, che nonostante io sia tranquilla e serena mi eviti come se avessi la peste bubbonica e a stento mi dici "buongiorno" o "buonasera", ma con la nuova coinquilina strafiga sono tutte battute e risate.

Tu, che non hai il coraggio di affrontare la situazione e comportarti da adulto, standotene rintanato in camera tua o uscendo di casa all'alba per non vedermi né parlare con me.

Tu, che non riesci a tornare ad essere il coinquilino di prima e avere rapporti civili con me, nonostante entrambi abbiamo deciso di proseguire ognuno per la propria strada.

Tu, che quando finalmente ho deciso di affrontarti mi hai detto che ti metto in imbarazzo, e non vuoi che i tuoi amici lo scoprano (quando invece tu gli hai già raccontato tutto, perché certi sguardi e certe allusioni le capisco anche se non sono tedesca madrelingua).


Tu, sei un pezzo di m***a.


Grazie per avermi risparmiato la fatica di dover scoprire che razza di idiota sei.


domenica 9 settembre 2012

Estate italiana

Ecco gli highlights della mia estate. Probabilmente non ve ne fregerà una cippa, ma se siete qui vuol dire che un pochino, forse, vi interessa.

Primo anno dopo senza esami, senza tesi, senza stress da libri, senza nottati insonni o corse verso la facoltà. Nada de nada. In compenso è stata un'estate di lavoro, di relativa sindrome da tirocinante.

Salire sul treno a Monaco con 16° e scendere a Bologna con 35°, umidità esclusa, e soffrire come un orso polare in un deserto africano.

Solita disorganizzazione di Trenitalia con i suoi treni/carri bestiame e solita cafonaggine tutta italiana di persone che ti vedono cercare di salire sul treno con la tua bella valigia ma se ne fregano e nel tentativo di passarti davanti quasi ti rovesciano sul binario, tu e la tua valigia.

Scoprire che nella mia città se la polizia ti scopre a lavare l'auto o innaffiare il giardino ti fa 500 € di multa per spreco d'acqua.

lunedì 20 agosto 2012

ÖBB-DB vs. Trenitalia

Questo è uno di quei classici post sulle differenze Italia-Germania, o in questo caso paesi germanici visto che qua è coinvolta l'Austria.

Iniziamo con la parte positiva, parlando delle ferrovie austriache (Österreichische Bundesbahnen o ÖBB), che insieme alle ferrovie tedesche (Deutsche Bahn o DB) offrono un comodissimo servizio fra Monaco e Bologna (ma anche Monaco-Venezia), tutti i giorni, e di cui io sono un'assidua frequentatrice. Ebbene, quest'estate nella tratta Innsbruck-Brennero ci sono i lavori in corso per rifare la rete ferroviaria, ma niente problema: i viaggiatori hanno a disposizione un servizio bus per raggiungere Brennero, dove li aspetta un altro treno germanico pronto a portarli a destinazione.

Quando si viaggia con valige al seguito e per di più da soli e per così tante ore un po' scoccia dover fare dei cambi, ma "s'ha da fare", non c'è altro modo. In un paese civile come l'Austria succede che oltre a farti l'annuncio in tre lingue (di cui una è l'Italiano) a bordo del treno varie volte per essere sicuri che nessuno se lo sia perso, in stazione ti trovi uno stuolo di persone pronto ad aiutarti col bagaglio e a indicarti la strada verso il bus sostitutivo. Gran sorrisi, gentilezza, ad ogni punto in cui c'è il rischio di sbagliare strada c'è un addetto con la magliettina rossa ben riconoscibile pronto a indicarti la direzione giusta, in tutte le lingue. Prima di salire sul bus ti danno persino una bottiglietta d'acqua fresca e un bigliettino nel quale, ancora una volta, le ferrovie austriache si scusano per il disagio. All'arrivo a Brennero ci sono ancora degli addetti in t-shirt rossa, che si assicurano che tu salga sul treno e che tutto vada bene.

lunedì 30 luglio 2012

Uomini


Il celeberrimo Ken, versione 2011, per gentile concessione di Vanity Fair

Tanto per riprendere il tema del post del cassiere del supermercato... forse non c'entra niente con Monaco e la Germania, o forse c'entra perché in fondo si tratta di differenze culturali...

Premessa: secondo me gli uomini sono uomini, punto. Non penso che ci siano nazionalità migliori di altre, ma se esistono stereotipi affermati un fondo di verità ci sarà. Ad esempio, si dice che gli italiani siano "Latin Lover", oppure "Italians do it better". Non mi sembra però di aver mai sentito particolari menzioni di lode sugli uomini tedeschi e il loro (alquanto discutibile) savoir-faire.

Chiariamo subito: non è che io abbia avuto chissà quali esperienze mistiche e quindi possa parlare dall'alto della mia esperienza di pseudo-seduttrice. Al contrario, io faccio per lo più parte del gruppo delle ragazze "imbranate", che fanno seriamente fatica a riconoscere i cosiddetti "segnali" perché sprovviste di un collegamento neuronale. Però c'è da dire che anche gli uomini, a volte, fanno le loro belle sparate.

L'anno scorso ho conosciuto un ragazzo tedesco, per comodità lo chiameremo Hans. Naturalmente, secondo i più classici stereotipi, è alto, biondo, con gli occhi azzurri. Tipo Ken, Ken di Barbie, ma non quello brutto che avevo io versione anni '80, ma quello moderno (vedi immagine in alto). Bellissimo, carinissimo, mille attenzioni, bla bla bla. Una specie di principe azzurro, quasi troppo bello per essere vero. E infatti... Quando mi sono trasferita a Monaco gli ho scritto per dargli la bella notizia. Hans si è preso 2 giorni di tempo per riflettere e pensare a cosa scrivere in 160 caratteri di un sms. Esito: "non vedo l'ora di vederti". Bene, benissimo!, ho pensato io, così si fa, essere diretti. Già...

lunedì 9 luglio 2012

Il Finanzamt


 Finanzamt, maledettissimo Finanzamt. "Vedrai, i tedeschi sono efficienti, ci metterai un attimo a fare tutti i documenti!", se se, come no. Al carissimo Ufficio delle Finanze ci sono dovuta andare non una, non due, ma ben tre volte. La mia autostima è scesa ai minimi storici per colpa del tedesco burocratico. Che di per sé già il tedesco è una lingua con la quale ci vuole tempo a fare amicizia, figuriamoci poi tutti i paroloni di burocratese: incomprensibili. Non dovevo fare la classica Lohnsteuerkarte, dato che qua io non lavoro come dipendente ma come freelance, quindi tutta un'altra storiaccia... mi sono ritrovata con un bel questionario di 4 pagine (8 facciate), da compilare per i fatti miei e riconsegnare all'ufficio, il tutto per ottenere il mio bel Steuernummer, il nostro Codice Fiscale, per poter pagare le tasse.

All'inizio ho pensato: "massì, che vuoi che sia, mi ci metto una sera col dizionario alla mano e compilo tutto, non sarà poi così difficile!". Beata ingenuità! Ci è voluta molto più di una sera solo per capire quello che veniva chiesto e la supervisione finale del mio coinquilino tedesco che ha cercato di spiegarmi in parole semplici cosa mi veniva chiesto e perché, aggungendo con un sorrisetto "e comunque non ti preoccupare, neanche noi tedeschi le capiamo queste cose!". Ottimo, almeno non mi sento una deficiente totale.

E a questo punto penserete che sia finita qua, che io sia andata allegramente al Finanzamt, abbia consegnato il modulo soddisfatta all'impiegato dello sportello e me ne sia tornata saltellando verso casa.

No.

mercoledì 13 giugno 2012

Chi l'ha detto che gli uomini tedeschi non sanno flirtare?


Lo so che è tardi e dovrei già essere a nanna (soprattutto dopo una giornata di 8 sane ore di lavoro + 4 ore di extra), ma questa cosa che mi è capitata oggi la volevo condividere...

Ore 13, esco dall'ufficio per andare al minimarket a prendermi un'insalata, giusto per aggiungere un po' di verdure al mio pranzo fatto in casa (ah, intolleranza al lattosio, ti odio con tutto il cuore!). Entro e il signore che sta alla cassa mi guarda e mi fa un sorrisone. Grüß Gott! gli dico io (che ormai mi sto "imbavaresendo" giorno dopo giorno sempre di più), poi vado a prendere la mia insalatona e torno alla cassa.

Lui, il cassiere col sorriso stampato in faccia, mi guarda con l'occhio da triglia e mi dice "Ich möchte Ihnen die Komplimente für ihre bezaubernde Schönheit machen!", tradotto: "le vorrei fare i miei complimenti per la sua bellezza incantevole!".

lunedì 4 giugno 2012

Casa dolce casa

La mia nuova camera ha una parete azzurro cielo, il pavimento di parquet e una finestra che spunta fuori sul tetto. Un bel salto di qualità dalla camera polverosa e disordinata dove ho passato i miei primi 10 giorni qua a Monaco.

Miracolosamente sono riuscita, in circa una settimana, a trovare la mia nuova casa. E ho pure avuto una discreta fortuna a trovarla in una zona piuttosto centrale e a 2 minuti dalla U-Bahn. Qualcuno lassù mi vuole bene.

Chi si è avventurato anche solo una volta alla ricerca di una stanza in Germania sa che esistono vari tipi di WG (Wohngemeinschaft = appartamento condiviso):

mercoledì 30 maggio 2012

Cose a caso 2

• Mentre ero ferma ad aspettare il tram sono stata scambiata per una del posto e una ragazza tedesca mi ha chiesto informazioni sulle strade lì intorno. Sorprendentemente sono riuscita a dare informazioni corrette. Mi sono sentita un drago!

• Catwoman si è lamentata perché ho usato la lavatrice per fare il bucato. Scusa se non ho un armadio di completini di pelle a mia disposizione ma solo una piccola valigia azzurra con vestiario alquanto limitato. E poi io pago l'affitto, quindi taci.

• Sono andata con un'amica al Barer 47 e ci siamo godute la serata fino a quando non sono venuti a chiedere gentilmente di liberare il tavolino per gli altri clienti. Ehi, io sto ancora bevendo il mio drink! Dato che ci sentivamo gli occhi addosso abbiamo deciso di accontentarlo e cambiare location. "Ma ve ne andate già?". Eh si, mi stai praticamente cacciando, pensi che io abbia voglia di continuare la serata qui o tantomeno lasciarti il Trinkgeld? Te lo scordi!

• Mi hanno detto che all'Englischer Garten c'è una zona riservata ai naturisti/nudisti, quindi bisogna fare attenzione al posto che si sceglie per stendere il proprio telo e godersi un po' di sole, perché il vicino di prato potrebbe magicamente togliersi tutti i vestiti e rimanere come mamma l'ha fatto. Io sono sicura di non essere andata nella zona nudisti, ma non sono altrettanto sicura che il tizio barbuto dietro di me avesse lo slip... non ho voluto/osato indagare.

• Una delle cose che mi piacciono di più di questo paese sono i Biergarten. Basta che compri da bere e per il resto puoi anche apparecchiare un tavolo intero con tanto di tovaglia e cestino da picnic che nessuno ti dice niente, anzi, è normale.

• L'altra sera ho visto il Party Tram o Party Bahn o come si chiama: una festa su rotaia. Prima o poi anch'io voglio salirci!!!

•  Sia benedetta Santa Madre IKEA di Svezia per le offerte speciali, i mobili relativamente a buon mercato e una fermata dell'autobus dedicata. Oh, e per le polpettine di carne con la marmellata di mirtilli rossi, che qua in Germania si trovano anche al banchetto degli hotdog dopo le casse nel mini menù spuntino (polpettine + bibite a volontà a soli 2,50 €).

• Catwoman indossa sempre lo stesso vestito, quello famoso di pelle che ha comprato la settimana scorsa. Insomma, passa da una tuta (di pelle) all'altra (da ciclismo). L'altro giorno l'ho sorpresa che inalava qualcosa di sospetto: non ho detto niente, ma si vede che il mio sguardo tradiva i miei pensieri ("ommioddio, ma questa si dopa per andare in bicicletta???") e lei ha subito puntualizzato "no no, niente di strano! E' per l'asma, sai, sono allergica alla polvere". Ragazza mia, sei allergica e vivi in un appartamento che è praticamente una Disneyworld delle polveri sottili; oh, e non dimentichiamo che hai un gatto. Non è che ti fa molto bene questa cosa. Posso capire l'affezione verso gli animali domestici, ma quella verso la polvere no: armati di mascherina e dai una pulita!

• Ho scoperto qual'è la causa della puzza di pantegana morta che viene dalla lavastoviglie (anche quando ha completato il ciclo di lavaggio): la ciotola del gatto. Purino, non è colpa sua ma della padrona. Meno male che io, non fidandomi dell'odore, procedo sempre a un lavaggio preliminare di pentole, piatti, bicchieri e posate ad ogni pasto (senza farmi vedere dalla zwischen-coinquilina che potrebbe aver da ridire sul presunto spreco di acqua).

• Ho visto il più brutto pancione da birra della storia, che spuntava flaccido da una t-shirt modello "questo è l'ombelico del mondo". E il proprietario di cotanta molliccia abbondanza si è pure dato una grattatina in diretta: una specie di budino umano. Che brutta visione...

venerdì 25 maggio 2012

Cose a caso

Un paio di cose a caso che mi è capitato di vedere in questi giorni.

• Vedere sulla prima pagina di un giornare abbandonato in metropolitana, sopra la notizia del terremoto in Emilia, un articolo su come superare lo shock della sconfitta del Bayern in finale di Champions League, con tanto di foto di due tifosi disperati in lacrime e la scritta "i consigli dello psicoterapeuta per affrontare il trauma".

• Uomini vestiti elegantissimi, con completi gessati e cravatte di seta, scarpe così lucide che ci si può specchiare e... lo zainetto da trekking sulle spalle. Ma una ventriquattrore no?

• Persone (uomini e donne) con il risvolto dei pantaloni solo da un lato (quello destro), fino al polpaccio. Non gli è esplosa una tubatura in casa o in ufficio, lo fanno per non sporcarsi con la catena della bicicletta... che poi io è una vita che giro in bicicletta nella mia città e non ho mai sentito l'esigenza di "rimboccarmi i calzoni" (e non me li sono mai sporcati)...

• Prendere il Tram 19 attraversare la Theatinerstraße e vedere ogni genere di fauna femminile: biondone in tristi completi neri che si credono top-model a una sfilata; una ragazza con gli occhi a mandorla che rispetto alle sopracitate biondone compensa l'altezza minuta con dei trampoli degni di applauso e sicuramente conosce Giorgio, Valentino, Louis, Coco & Co. (molto probabilmente lavora in una boutique); una ragazza che si potrebbe definire color cappuccino con un vestito di voile blu petrolio cortissimo e trasparentissimo, ma che passa quasi in secondo piano rispetto ai suoi capelli biondi stile afro (vi assicuro che non era una parrucca!!!).

• Provare una grandissima stima per un ragazzo con una specie di imbragatura bionica alla gamba che nell'ora di punta della metro riesce a rimanere in piedi di fronte alla porta d'uscita in perfetto equilibrio con il solo aiuto delle stampelle, nonostante la grazia dimostrata dal conducente nell'inchiodare ad ogni fermata.

• Genitori irresponsabili che lasciano correre la propria bambina in qua e in là fra corsie di tram, autobus e macchine di fronte l'Hauptbahnhof (!!!) e che, dopo tipo 2-3 tentativi di suicidio del pargolo, si limitano a tirarle un po' l'orecchio e ammonirla con "Quando ti dico di stare ferma, devi stare ferma!", poi coccolarla perché si mette a piangere... Genitore - lo stai facendo nel modo sbagliato. Epic fail.

• Zwischen-coinquilina che ti mostra orgogliosa il suo nuovo, aggressivo vestitino di pelle trovato a una svendita e ti chiede "come sto?" guardandoti come un bambino che ti mostra il suo nuovo giocattolo. "Sembri la cugina ariana di Catwoman, ti manca solo il frustino e poi puoi andare a fustigare gli uomini stasera!", ma mi sono limitata a dire "Mmm... bellinooo! Ti sta proprio beeeneeee!" cercando di sembrare convincente. "Adesso però spostati che devo correre a prendere la S-Bahn e fare mille cambi per andare a vedere un appartamento!" (questo l'ho pensato mentre cercavo di sgattaiolare verso la posta, ma lei no, voleva sentirsi dire più complimenti!!!).

• Incrociare dei ragazzi bellissimi e biondissimi, con gli occhi azzurrissimi, che sembrano usciti da una pubblicità di Abercrombie & Fitch e cercare di darsi un contegno per non far cadere la mascella per terra...

mercoledì 23 maggio 2012

Zwischenmiete

... cioè il subaffitto.

La mia Zwischenmiete è quella del tipo me ne vado in vacanza e dato che l'affitto costa un botto cerco di arrotondare affittando a mia volta la mia stanzetta ad un viaggiatore di passaggio. E così eccomi qua, nell'appartamento stile Wunderkammer, gentilmente concesso da una studentessa tedesca che se la sta spassando in chissà quale angolo del mondo, dove il pavimento di parquet scricchiola ad ogni passo e ogni cosa è incastrata secondo un complicato sistema che mi ricorda un po' il Jenga.

Ci siamo io, la coinquilina, una gatta e un gregge di biciclette. No, dico davvero: non una o due, ma sei, da corsa. C'è anche un monociclo, il che porta il conto a 6 e mezzo. Come se ci fosse bisogno di sottolineare ulteriormente la passione per la bici della zwischen-coinquilina, accanto alla porta c'è una specie di palo delle medaglie. Mai viste così tante tutte insieme, e pensare che anch'io a casa ho la mia discreta collezione di medaglie di quando ero una piccola karateka, ma mai a questi livelli.

Contatti umani non ce ne sono molti. La zwischen-coinquilina esce presto la mattina con uno dei suoi destrieri metallici e torna poco prima di pranzo, giusto il tempo di farsi una doccia e ingurgitare al volo un beverone a base di yogurt e banane prima di andare a lavorare. "Essen, Arbeit, Schlafen" mi ha riassunto così la sua vita. Sul mangiare avrei qualche riserva, perché nonostante il frigo sia strapieno di roba io non la vedo propriamente "mangiare". Ieri da brava cuoca italiana provetta mi sono cucinata un bel piatto di carbonara. Mentre io ero alle prese con uova e pancetta, lei era alle prese col suo drink probiotico a prova di ingrasso. Per un attimo mi ha ricordato Emily nel film Il Diavolo veste Prada ("Tu mangi carboidrati, Cristo santo! Non è giusto!" oppure "Sai, sto facendo una nuova dieta, è molto efficace. Non mangio niente e poi quando sento che sto per svenire butto giù un cubetto di formaggio"). De Gustibus. Intanto io ho smaltito ogni grammo che ho mangiato correndo da una parte all'altra della città. Tiè!

Nonostante la gatta gironzoli libera per casa, siamo pacificamente indifferenti l'una all'altra. Oggi l'ho sorpresa che giocherellava con un uccellino morto in cucina. Avvertita la mia presenza, e timorosa che potessi sottrarle il tanto sudato pranzo, mi ha guardata con aria di sfida e ha iniziato a spennarlo e sgranocchiarlo con gusto. Per protesta contro l'odore del piccolo pennuto martirizzato e della ciotolina traboccante di bocconcini di carne snobbati con sprezzante superiorità, ho deciso di ritirarmi nel mio territorio e pranzare in camera.

Domani proverò l'ebrezza di usare la lavatrice modello Preistoria che è parcheggiata in cucina. Chissà che concerto farà il parquet quando arriverà il momento della centrifuga...

martedì 22 maggio 2012

Bye Bye Italia

A me non piacciono gli addii. Non mi piacciono neppure i cambiamenti pseudo-radicali. Però... dopo tanti anni di studio, una laurea in lingue con 110 e lode (sudata dal primo esame alla discussione finale della tesi), un Erasmus alle spalle, tante porte chiuse in faccia ma tanta voglia di mettermi alla prova, ho preso una decisione drastica: me ne vò in Germania.

Tentiamo la fortuna, mi sono detta. Male che vada me ne torno all'Hotel Mama (come dicono ironicamente i tedeschi). Così, nel giro di due mesi, mi sono organizzata ed ora sono qui, a Monaco, München, Minga o Munich.

Un lavoro ce l'ho già, la stanza è ancora provvisoria (10 giorni basteranno a trovarne un'altra? speriamo di si!). E' già qualcosa.

La mia è un'avventura all'Indiana Jones: parto, non so cosa farò o come farò, chi incontrerò. Nessun appoggio, nessuna conoscenza, ci sono solo io, il mio coraggio e le mie ansie a tenermi compagnia. Smentiamo subito un luogo comune: la Germania non è il paese dei balocchi, l'albero della cuccagna, il paradiso in terra. Bisogna farsi il proverbiale mazzo. E' difficile ma sono convinta che, comunque vada, ne valga la pena.

Grazie al cielo la lingua non è un problema. E' in questi momenti che vorresti ritrovarti davanti la tua prof di Tedesco delle Superiori, quella che bastava mettesse piede in classe per far calare il silenzio e regnare l'ordine, quella che il primo giorno già ti aveva avvertito che "fare i leccaculo con me non funziona: o studiate o vi beccate un bel 2 e tanti cari saluti", per poterla ringraziare di averti "obbligato" alla costanza, perché sennò il tedesco non c'è verso che lo impari.

E così eccomi qui. A bordo di un efficientissimo treno austro-tedesco (siano benedette le ÖBB e le DB!!!) ho salutato l'Italia e sono arrivata a Monaco. Appena messo piede fuori dalla stazione ho guardato il cielo e una vocina dentro di me ha detto "Benvenuta!".

E allora si dia inizio all'avventura!
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