mercoledì 23 maggio 2012

Zwischenmiete

... cioè il subaffitto.

La mia Zwischenmiete è quella del tipo me ne vado in vacanza e dato che l'affitto costa un botto cerco di arrotondare affittando a mia volta la mia stanzetta ad un viaggiatore di passaggio. E così eccomi qua, nell'appartamento stile Wunderkammer, gentilmente concesso da una studentessa tedesca che se la sta spassando in chissà quale angolo del mondo, dove il pavimento di parquet scricchiola ad ogni passo e ogni cosa è incastrata secondo un complicato sistema che mi ricorda un po' il Jenga.

Ci siamo io, la coinquilina, una gatta e un gregge di biciclette. No, dico davvero: non una o due, ma sei, da corsa. C'è anche un monociclo, il che porta il conto a 6 e mezzo. Come se ci fosse bisogno di sottolineare ulteriormente la passione per la bici della zwischen-coinquilina, accanto alla porta c'è una specie di palo delle medaglie. Mai viste così tante tutte insieme, e pensare che anch'io a casa ho la mia discreta collezione di medaglie di quando ero una piccola karateka, ma mai a questi livelli.

Contatti umani non ce ne sono molti. La zwischen-coinquilina esce presto la mattina con uno dei suoi destrieri metallici e torna poco prima di pranzo, giusto il tempo di farsi una doccia e ingurgitare al volo un beverone a base di yogurt e banane prima di andare a lavorare. "Essen, Arbeit, Schlafen" mi ha riassunto così la sua vita. Sul mangiare avrei qualche riserva, perché nonostante il frigo sia strapieno di roba io non la vedo propriamente "mangiare". Ieri da brava cuoca italiana provetta mi sono cucinata un bel piatto di carbonara. Mentre io ero alle prese con uova e pancetta, lei era alle prese col suo drink probiotico a prova di ingrasso. Per un attimo mi ha ricordato Emily nel film Il Diavolo veste Prada ("Tu mangi carboidrati, Cristo santo! Non è giusto!" oppure "Sai, sto facendo una nuova dieta, è molto efficace. Non mangio niente e poi quando sento che sto per svenire butto giù un cubetto di formaggio"). De Gustibus. Intanto io ho smaltito ogni grammo che ho mangiato correndo da una parte all'altra della città. Tiè!

Nonostante la gatta gironzoli libera per casa, siamo pacificamente indifferenti l'una all'altra. Oggi l'ho sorpresa che giocherellava con un uccellino morto in cucina. Avvertita la mia presenza, e timorosa che potessi sottrarle il tanto sudato pranzo, mi ha guardata con aria di sfida e ha iniziato a spennarlo e sgranocchiarlo con gusto. Per protesta contro l'odore del piccolo pennuto martirizzato e della ciotolina traboccante di bocconcini di carne snobbati con sprezzante superiorità, ho deciso di ritirarmi nel mio territorio e pranzare in camera.

Domani proverò l'ebrezza di usare la lavatrice modello Preistoria che è parcheggiata in cucina. Chissà che concerto farà il parquet quando arriverà il momento della centrifuga...

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