giovedì 17 gennaio 2013

La filosofia della boxe

Ho imparato che la vita è come un incontro di boxe: vada come vada, un paio di cazzotti dritti in faccia te li prendi lo stesso. Non puoi mai abbassare la guardia. Mai. Te ne rimani lì intontito in attesa del prossimo pugno (e sai che arriverà!) e poi SBAM!, cadi a terra e l'arbitro inizia a contare fino a 10. In quel momento devi decidere se startene lì per terra a piangere e crogiolarti nei cori di pietà, della serie "poverina, mi dispiace, che sfiga!", oppure raccogliere le energie e rialzarti, sapendo che ti aspettano altri pugni ma con la consapevolezza che almeno qualche gancio, forse, riuscirai a schivarlo.

Perchè questo post filosofeggiante?

Nel giro di poco meno di 24 ore mi sono ritrovata a perdere casa e lavoro. Una botta pazzesca. Sarà ancora la maledizione dei Maya, certo che iniziare il 2013 così mi fa pensare che 1) la mia vita aveva bisogno di un cambiamento radicale, e 2) dopo una sfiga del genere le cose non possono che migliorare.

E allora mi rialzerò, mi aggiusterò il paradenti e continuerò a lottare. Il resto lo lascio come sempre al Karma, che non mi delude mai.

L'avventura continua...

2 commenti:

  1. In bocca al lupo. Anch'io sto per cambiare casa e tornare a Torino, a volte un bel cambiamento è proprio energizzante.

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    1. Crepi il lupo! Hai ragione, ogni tanto ci vuole un cambiamento, il problema è che noi non siamo pronti per accoglierlo e rimaniamo spiazzati.
      In bocca al lupo anche a te per la tua nuova avventura!

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