domenica 2 giugno 2013

Müniversario, ovvero cronaca di un anno a Monaco

Il 21 maggio 2012 sono arrivata con la mia valigia azzurra piena di sogni e speranze alla stazione di München Ostbahnhof. Ho percorso a piedi quei 700 metri che mi separavano dalla prima stanza in subafitto nel französisches Viertel (il quartiere francese) con il cuore che sembrava dovesse esplodere. Ricordo che quando ho messo piede fuori dalla stazione splendeva il sole e, nonostante ancora la paura e i mille dubbi sulla mia scelta, ho accolto con ottimismo le nuove sfide.

Nel giro di due settimane sono riuscita a trovare un WG, poi ho iniziato a lavorare e così ho iniziato a muovere i primi passi nella capitale bavarese.

A distanza di un anno ho fatto un bilancio della mia esperienza e, forse a causa della difficile situazione in cui mi trovo ora, devo ammettere che il risultato è un misto di esperienze positive e negative.

Spero che questo sia di aiuto a chi pensa o sta già pianificando un trasferimento a Monaco, affinché si rendano conto a cosa vanno incontro.


1. La ricerca di una Bleibe

A un anno dal mio arrivo, ancora non posso dire di aver trovato la mia casa qui a Monaco. Finora ho girato 4 WG con esperienze per la maggior parte negative (coinquilini arroganti, sporchi, maleducati, truffatori), e fra 4 settimane dovrò affrontare il mio 5° trasloco nel giro di 12 mesi. Inutile dire che sto ancora cercando e sono sulla soglia della disperazione. Sono andata a vedere degli appartamenti ma o sono stata scartata o sono fuggita io a gambe levate a causa dell'infimo livello di pulizia e ordine umanamente accettabile. Devo purtroppo ammettere che spesso il fatto di essere italiana mi ha penalizzata perché purtroppo si trovano sempre quelle persone ignoranti e xenofobe che non vogliono affittare agli stranieri.


2. Il lavoro

Ho cominciato la mia avventura lavorativa qui in Germania con l'ennesimo tirocinio sottopagato, per un'azienda italiana. Non sto ad annoiarvi con inutili dettagli, posso solo dire che purtroppo a volte lo sfruttamento viene perpetrato dai propri connazionali, perché questi partono col presupposto che tu, nuovo nel paese, fresco di laurea e con zero conoscenza del mercato del lavoro, abituato allo sfruttamento italiano, ti farai andare bene qualsiasi cosa pur di lavorare e accumulare esperienza.
Dopo aver resistito per 7 lunghi mesi, ci ho dato un taglio e ora lavoro per un'azienda tedesca che mi ha assunta con regolare contratto e mi paga tutti i soziale Angaben, sarebbe a dire assicurazione sanitaria, contributi sociali e pensionistici, ecc. Anche l'ambiente lavorativo è diverso e, nonostante lo stress e le tante ore di straordinario, mi trovo davvero bene perché la ma professionalità viene finalmente riconosciuta.


3. La lingua

Quando sono arrivata a Monaco avevo alle spalle 8 anni di studio di tedesco e 6 mesi di Erasmus, quindi lo scoglio linguistico non è stato particolarmente ostico per me, a parte i moduli burocratici del Finanzamt!
C'è da dire però che sono migliorata ulteriormente, al punto che spesso mi hanno fatto i complimenti per la padronanza della lingua e addirittura mi hanno chiesto se fossi bilingue con uno dei due genitori di madrelingua tedesca. Uno una volta mi ha addirittura detto di rallentare perché parlo troppo velocemente!!! Per una che è diventata gobba sulle grammatiche e ha passato ore a fare esercizi di pronuncia, è proprio un grandissimo complimento! 1000 punti in più per la mia aiutostima!
Non si può mai dire di aver smesso di studiare una lingua, è un apprendimento che dura una vita, e quando si è all'estero ogni giorno si impara qualcosa di nuovo. Sono anche le esperienze negative che ci insegnano qualcosa: io ad esempio ho imparato un forbito vocabolario per le litigate furiose, per i reclami e per i problemi legali.


4. Le amicizie

O forse sarebbe meglio parlare di "conoscenze", perché prima di poter dire di avere degli amici tedeschi ne passa di tempo! Io ho conosciuto davvero tantissime persone vagando da un appartamento all'altro. Con alcune ho troncato nettamente i rapporti non appena finita la convivenza e spero vivamente di non incontrarle mai più in giro per Monaco, altri coinquilini sono spariti (uno addirittura è scappato a Berlino con la mia cauzione, lo Scheißmitbewohner!!!!), con altri ancora sono in contatto e a volte capita di uscire insieme. Ho conosciuto persone all'Oktoberfest, tramite amici di amici, o semplicemente per caso, e alcune sono persone speciali che magari non vedo mai, ma capita che ci mandiamo un messaggino "hey, wie geht's?" e ci raccontiamo le nostre sfighe quotidiane (nessuno però batte le mie...). Non posso ancora dire però di avere degli amici tedeschi. Ho delle carissime amiche italiane (conosciute per caso a Monaco) che non saprei che fare senza di loro, altri italiani ritornati nel Belpaese, oppure amici stranieri come me che hanno lasciato Monaco per andarsene a zonzo per l'Europa e il mondo.
Diciamo che sul punto di vista umano potrebbe andare meglio, quindi ci lavorerò su...


5. La vita in generale a Monaco

Nonostante le difficoltà burocratiche iniziali, una volta ottenuto il tanto agognato contratto di lavoro è stato tutto in discesa. Ho fatto anche la mia prima dichiarazione dei redditi qui in Germania, quindi ormai sono nel sistema.
Monaco è una città carissima, ma la qualità della vita è altrettanto alta: città pulita, mezzi pubblici efficienti (vabbè, ora c'è la Baustelle sulla U6 e posso solo immaginare i casini di chi deve prendere gli Ersatzverkehr), musei stupendi, verde ovunque e, cosa da non sottovalutare, la sicurezza. Per una che viene da una cittadina di provincia, Monaco ha tanto da offrire e c'è sempre qualcosa di nuovo da vedere, da visitare, da fare. Se il tempo lo permettesse sarebbe bello oziare in un Biergarten con un ber Radler ghiacciato facendo chiacchiere con gli amici, ma per il momento la bella stagione tarda a manifestarsi da queste parti...


6. Bilancio finale

In quest'ultimo anno ho affrontato tante prove difficili, e ho dovuto farlo da sola, senza l'appoggio di nessuno (ma davvero nessuno nessuno). Molte persone al posto mio avrebbero gettato la spugna, io non l'ho fatto. Ho stretto i denti e sono andata avanti. Nonostante molte persone pensano che Monaco e la Germania in generale sia il paese dei balocchi, si sbaglia. Qui ti devi fare letteralmente il mazzo se vuoi andare avanti e chiunque la veda come una scappatoia per "vincere facile" è meglio che se ne rimanga a casa sua.

Che dire, un anno pieno di difficoltà ma non sono mancati i bei momenti, i begli incontri, le nuove scoperte, e queste sono le cose per cui vale la pena lottare, ogni giorno, per poter rimanere qui!

2 commenti:

  1. ti seguo assiduamente e mi auguro di leggere ancora di te... a Monaco!
    forse raggiungerò la welstadt in settembre...

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  2. Capitata qui per caso. Si percepisce che è stato un anno difficile, ma penso tu possa essere fiera di aver superato tutte le difficoltà da sola. Anch'io quando me ne andai a 22 anni dal paesello per la città ho avuto brutti momenti, ma che soddisfazione quando alla fine, dopo tanta fatica, le cose si sono messe a posto. Dopo tante case con studenti, dopo 8 anni un appartamentino tutto mio, un buon lavoro, tanti amici. Hai tutte le carte in regola, vedrai che prima o poi la ruota gira...deve girare! Forza e coraggio!

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