domenica 25 agosto 2013

Partenze

Sono partita due settimane fa per tornare in Italia dalla mia famiglia. Due settimane di relax dopo mesi e mesi di difficoltà, di esaurimenti nervosi, di delusioni. Poi tre giorni prima di ritornare a Monaco mia nonna è stata male e purtroppo ci ha lasciati.

Dopo un anno e mezzo di vita all'estero, sto pian piano iniziando a notare tutte le cose che mi mancano. Mi sento divisa a metà fra la vita che sto vivendo e che finalmente inizia a procedere per il meglio e la vita che ho lasciato in Italia. "Se fossi rimasta non sarebbe cambiato niente" mi ha detto un'amica, e credo che abbia ragione.

Se fossi rimasta mi sarebbe venuta la depressione, avrei dovuto lottare con la rabbia e la frustrazione di non riuscire a trovare lavoro, di non essere trattata con dignità ed essere sempre sminuita, mentre qui a Monaco ho un lavoro che mi dà soddisfazioni e persone che apprezzano la mia professionalità, abito da sola e riesco a condurre una vita che è tutta mia.

Sto lottando con il prezzo che ho pagato e continuo a pagare per aver scelto di lasciare tutto e tutti e trasferirmi in Germania alla ricerca di nuove prospettive. Un altro amico mi ha detto: "Sei di fronte al bivio della vita, al famoso 'che sarebbe stato se'... Ma tranquilla, fa parte del bagaglio emotivo dell'espatriato!".

Gli ultimi giorni di quella che sarebbe dovuta essere una vacanza per me sono stati tragici, logoranti sia dal punto di vista fisico che psicologico. Sono corsa da mia nonna, ho macinato più di mille chilometri di viaggio fra l'andata e il ritorno per poterle dare l'ultimo saluto e durante tutto il viaggio non ho fatto che tormentarmi e chiedermi se forse non avrei potuto prendermi un po' di tempo per andarla a trovare dall'altra parte d'Italia, e allo stesso tempo penso che sta succedendo la stessa cosa con la mia famiglia, che si trova altrettanto lontana da Monaco.

Forse sono queste situazioni che ci insegnano ad apprezzare l'importanza di passare il tempo con le persone che amiamo e ci danno la forza di lottare contro le distanze che ci separano.

Mia nonna non avrebbe voluto che io stessi qui a tormentarmi sui "se" e sui "ma", lei avrebbe voluto vedermi sempre sorridente, affrontare fiera la vita a testa alta, piena di energia per fare una delle mie tante marachelle. Io la voglio ricordare sempre battagliera, prepararmi l'ovino sbattuto o pane e zucchero per merenda, urlare di smettere di spaventare le galline sennò non fanno le uova, o aizzare il cane sennò rompe l'ennesimo collare per correrci dietro e giocare con noi. La voglio ricordare quando recitava il rosario a memoria ma con il libretto delle preghiere in mano, e poi guardare le partite del Napoli bestemmiando come uno scaricatore di porto e urlando "passa quella pallaaaaa!!!!" alla tv. La voglio ricordare quando lavorava dei campi, quando facevamo la vendemmia e anche quando faceva la conserva di pomodoro che io tanto detestavo.

Grazie nonna per avermi fatto passare l'infanzia più bella che c'è e per non aver mai smesso di incoraggiarmi e credere in me, "la sfaccimma".

Ciao nonna, mi mancherai.

4 commenti:

  1. Sicuramente la tua nonnina stara' gioendo dall'alto..il Napoli ha battuto il Bologna 3-0!!
    Ed io sono una Napoletana all'estero con gli stessi tuoi 'se e ma'...ma, come dice il tuo amico, fa parte del bagaglio emotivo dell'espatriato.
    E comunque riteniamoci fortunate..non tutti hanno conosciuto i propri nonni. Ed e' un gran privilegio!
    Abbracci da Londra!

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  2. Mi dispiace tanto per tua nonna.. Fatti forza e non mollare a Monaco!

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  3. Ahi, Momo, non sei la sola ad avere delle preoccupazioni sugli anziani lasciati a casa. Purtroppo io penso che non ci fossero molte alternative al lasciare l'Italia, come hai detto tu stessa, non avresti potuto costruire il futuro che volevi.
    Niente rimpianti, la tua nonna sarebbe fiera di te :-) Lilith

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  4. Coraggio, anche a me é successa la stessa cosa. La nonna ha aspettato di vedermi e appena tornata al lavoro ho dovuto chiedere nuovamente ferie per tornare in Italia per il suo funerale. Ho pianto tutto il viaggio di ritorno per non aver potuto passare più tempo con lei ma so che non avrebbe voluto che io rimanessi in Italia senza lavoro o sottopagata. Loro sapevano cosa vuol dire fare sacrifici e sarebbero fiere di noi.

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