mercoledì 9 marzo 2016

Ch-ch-changes

Via weheartit.com

Che io trascuri questo blog non è una novità.
Neanche che io lavori fino a rovinarmi la salute non è una novità.
In un anno però sono cambiate parecchie cose nella mia vita; si parla tanto della crisi di mezza età che arriva sui 50 quando i figli sono ormai grandi e lasciano il "nido". Beh, io non ho 50 anni, non ho figli e il mio nido lo sto ancora costruendo con tanto sudore e fatica.

Il mio primo cambiamento, forse dovuto proprio al mio "nido", è stato ridurre la mia vita all'essenziale, o quasi. Il mio mini-monolocale mi obbliga a pormi la famosa domanda "mi serve davvero?" ogni volta che vedo un tavolino da caffè, un ninnolo, un quadro o una coperta che tanto mi piacciono e vorrei avere nel mio salotto/camera da letto/cucina... peccato che da me tutto si concentri in uno ambiente e il gioco degli incastri non mi permette certe libertà (con grande sollievo del mio portafogli).

In un primo momento tutto ciò mi ha creato non poco stress, soprattutto per il fatto di non poter ospitare amici o parenti in visita se non giocando a tetris e facendo a turno a muoverci. Sono una persona che ha bisogno dei suoi spazi e dopo soli due giorni di convivenza raggiungo il mio massimo di sopportazione della vicinanza umana.

Col tempo ho imparato ad apprezzare la tanto decantata filosofia del less is more e ho capito che lo spazio che ho è quello di cui ho realmente bisogno; e poi volete mettere la soddisfazione di fare le pulizie generali in solo un'ora??? In particolare mi ha molto colpita una frase che ho sentito nel film The Ramen Girl: "I'm a traveler. I'm proud of the fact I can pack my whole life into two suitcases" (vabbè la protagonista con questa frase viene lasciata su due piedi dal suo odioso fidanzato, ma questa è un'altra storia!). L'idea di poter semplicemente mettere la mia vita in due valige mi ha fatto pensare: e se domani mi venisse voglia di trasferirmi da qualche altra parte? Altro che due valige, a me servirebbe un container! E allora ho iniziato una piccola rivoluzione minimalista, complice anche il libro di Marie Kondo "Il magico potere del riordino": un weekend ho letteralmente svuotato l'armadio e ho fatto una selezione drastica; dopo numerose ore di prove e tentativi di auto-convincermi che quel vestito che tanto mi piace in qualche modo, forse, mi entra ancora, ho riempito la bellezza di 6 sacchi di vestiti che non mettevo da tempo e sono andata a donarli all'associazione caritatevole più vicina.
Nel momento in cui sono tornata a casa e ho guardato il mio armadio finalmente più arioso e ridotto solo alle cose che indosso regolarmente ho provato un grande sensazione di liberazione, perché in realtà sprechiamo così tanti soldi ed energia per circondarci di cose di cui non abbiammo realmente bisogno.

Altro cambiamento: la cosmesi e l'alimentazione biologica. Molti storceranno il naso e penseranno che sia l'ennesima moda fighetta che tanto è trendy qui in Germania. In risposta io vi dico di guardare questo video della catena svedese di supermercati Coop, che mi ha dato la spinta finale per cambiare.
Che io abbia un controllo quasi maniacale sulla mia alimentazione per via della mia intolleranza al lattosio è risaputo. Guardare le etichette di ogni singolo prodotto all'inizio era snervante (soprattutto appena trasferita in Germania, dovendo a volte fare la traduzione tedesco-italiano) ma col tempo è diventato per me una routine e quindi è assolutamente normale chiedersi cosa c'è effettivamente in ciò che mandiamo giù nel nostro stomaco. Il biologico è spesso più caro, ma io mi sono domandata cosa c'è dietro e preferisco sapere che la carne che compro e consumo non proviene da animali maltrattati, costretti a vivere in condizioni estreme schiacciati in pochi metri quadrati, alimentati con mangimi geneticamente modificati o con gli ormoni dello stress alle stelle. Ho cominciato con le uova e poi pian piano sto sostituendo la mia dispensa con sempre più prodotti biologicamente ed eticamente più corretti.

La cosmesi è un tema che spesso viene liquidato con sufficienza, perché pensiamo "quale pericolo ci può mai essere in una crema per il viso!". A dicembre ho avuto la possibilità di partecipare a un corso di cosmesi bio-vegana che mi ha davvero spalancato le porte su un modo nuovo di intendere la cura del corpo facendo ricorso a rimedi semplici e naturali. Mia sorella ha assecondato questa mia nuova fissa regalandomi un libro davvero molto istrtuttivo e interessante sulla cosmesi bio (Julien Kaibek "Slow cosmétique. Consigli e ricette efficaci per una cosmesi eco-bio") e a dare il colpo di grazia ci si è messa la fantastica app "E' verde?" dove si possono verificare i singoli ingredienti contenuti nei prodotti scannerizzando il codice a barre e chiacchierare con altre persone in un bio-social-network. Quello che ho scoperto sulla cosmesi "convenzionale" mi ha fatto letteralmente accapponare la pelle al pensiero di spalmarsi addosso materie plastiche derivate dal petrolio che oltre a non apportare alcuno beneficio alla nostra pelle sono anche sospettate di avere effetti cancerogeni, oltre naturalmente a inquinare a più non posso. La mia reazione non si è fatta aspettare e come per i vestiti, anche l'armadietto del mio bagno ha subito una vera e propria trasformazione facendo spazio a prodotti naturali certificati o addirittura fatti in casa (non solo è facilissimo ma anche divertente e crea ovviamente dipendenza!).

Il risultato?

Vivo la mia vita con molta più consapevolezza e un briciolo in più di amore per il mondo, e mi sento in pace con me stessa.
Abitare in una grande città come Monaco è da questo punto di vista un grande vantaggio, perché non solo queste iniziative vengono incentivate ma non ci si sente gli unici "speciali" con la fissa della lista degli ingredienti, anzi ci sono persone "speciali" ancora più "speciali" di te!

Gli altri aspetti della mia vita sono ancora cantieri in corso, ma con un po' di pazienza pian piano riuscirò a mettere tutti i tasselli a posto.

Forse.

Spero.
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